Il bianco dell’attesa
di Flavia Schilirò
Introduzione
Un’attesa colorata di bianco, come un abito da sposa.
I. Lei. L’abito
Lei indossa un incantevole abito bianco, come in una favola.
Il corpetto aderente in pizzo, allacciato sulla schiena con minuscoli bottoncini di madreperla, le avvolge con grazia la vita.
Deliziose margherite ricamate decorano la scollatura.
La vaporosa gonna a balze di tulle leggero la circonda come una soffice nuvola.
I sandali sono bianchi, di raso lucido, con sottili cinturini argento alle caviglie.
Il velo bianco le nasconde il viso.
Sotto al velo, il trucco leggero esalta la sua bellezza naturale.
Sulle guance un accenno di rosa.
Sulle labbra sorridenti un rossetto di pesca.
Uno strato di rimmel nero le definisce le ciglia.
Un fermaglio di margherite raccoglie i suoi capelli dorati in un ordinato chignon.
Intorno al collo, due fili di perle riflettono la luce bianca della mattina.
Lei, fra le mani, stringe un profumato bouquet di rose bianche e peonie. E attende una dolce promessa.
Lui non arriva.
II. La spiaggia
Scenografiche composizioni floreali, con gigli, rose e delicate gardenie, disegnano un cerchio perfetto sulla sabbia bianca. Come un’isola, come un’oasi, come un abbraccio.
Nell’aria, profumi di vaniglia e gelsomino si fondono con l’odore salmastro del mare.
Lui non arriva.
Gli invitati sono spettatori. Vestono abiti eleganti e raffinati, dai colori chiari. Morbide sete, lini impalpabili, taffetà lucenti ondeggiano alla piacevole brezza della mattina.
Gli animi sono sereni, in attesa di una cerimonia composta.
I sorrisi sono sinceri, in attesa di una festa gioiosa.
Il brusio sommesso delle voci interrompe lo sciabordio leggero delle onde sulla battigia.
Sulla sabbia, due fedi in oro bianco, unite da un fiocco di seta, brillano dentro una conchiglia.
Lui non arriva.
III. Lei. Il rimmel
Adesso, il corpetto in pizzo, allacciato sulla schiena con minuscoli bottoncini di madreperla è troppo stretto.
Le deliziose margherite ricamate lungo la scollatura le graffiano la morbida pelle bianca.
Un vento caldo si è alzato.
La gonna si è impolverata, come una nuvola di pioggia.
I sottili cinturini dei sandali di raso le stringono le caviglie.
Il velo è volato via, lo chignon si è allentato.
Lentamente, le lacrime le scendono sul viso, mentre il rimmel si scioglie e disegna rigoli neri sulle sue guance rosa.
Sulle sue labbra, senza sorriso, il rossetto di pesca.
Nelle sue mani sudate, i fiori del bouquet sembrano stanchi, le rose quasi ingiallite, le peonie come raggrinzite.
Nella conchiglia, il fiocco si è disfatto. Le fedi sono scivolate nella sabbia.
Lui non arriva.
In lontananza, due vele bianche si allontanano dalla riva, verso l’orizzonte, poi spariscono, nella luce bianca di una calda mattina di luglio.


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