Il titolo del gioco è
“Impara l’italiano”

Mi chiamo Flavia Schilirò e sono un’insegnante di italiano come Lingua 2 e Lingua straniera. Sono una progettista di formazione e progettista di didattica per l’italiano.

Sono specializzata nell’insegnamento delle micro-lingue o lingue settoriali dell’italiano.

Sono una ricercatrice indipendente in glottodidattica.
“Italiano love” è un mio progetto.

Sul mio lavoro. Una materia viva

La didattica dell’italiano, e delle lingue in genere, è una strana materia. È fatta di attività, di ascolti, di letture, di conversazioni, di esercizi, di materiali di ogni tipo. È fatta di momenti di condivisione, ma anche di studio e di momenti di solitudine. Ma soprattutto è fatta di emozioni. È una materia viva.
La didattica dell’italiano è una materia varia. Non segue sempre le strade della didattica lineare e delle “lezioni” intese in senso classico con un insegnante che spiega.
La storia della glottodidattica documenta un’infinità di teorie, approcci e metodi per insegnare ed imparare una lingua.
L’apprendimento di una lingua avviene un po’ “a puzzle”, attraverso tanti momenti messi insieme a formare la capacità personale di conoscere e usare una lingua, e avviene in modo diverso da individuo a individuo.

Strade poco battute

Ho lavorato per molti anni nelle aule di italiano, con persone di ogni provenienza. Ho sempre messo al centro della didattica gli studenti. Ho sempre cercato di seguire strade poco battute, ho sempre sperimentato.
Trovo noiosi molti libri di testo, i troppi esercizi strutturati, i programmi “standard” e le lunghe spiegazioni, presto dimenticate.
Mi piace lavorare sull’acquisizione, sulle cose che rimangono, sulle attività vive e sulle emozioni.
Sono consapevole che ogni persona è diversa, che imparare una lingua significa imparare mille cose, significa apprendere delle competenze, imparare cose teoriche, ma soprattutto cose pratiche. Significa modificare i propri pensieri, il proprio modo di essere, la propria voce, fino a trovare un po’ un’altra persona dentro di noi.

Una lingua è un universo infinito

I programmi dei corsi di italiano (delle lingue, in genere) non possono avere un inizio preciso e non hanno mai una fine. Non sono una strada dritta.
Una lingua è un universo infinito. Non è un insieme di regole da ricordare; è un insieme di abilità da possedere e con cui confrontarsi giorno dopo giorno.
Per quanti siano i tentativi di organizzare, catalogare, creare quadri e griglie sulle materie linguistiche, sicuramente utili e basilari, rimane sempre qualcosa che sfugge, rimangono le diverse personalità degli studenti, le diverse attitudini, le diverse lingue di origine, le diverse motivazioni, situazioni e i diversi obiettivi di ciascuno e molte altre cose che obbligano progettisti, autori, insegnanti a riflessioni e cambiamenti continui, a non avere mai programmi o metodi troppo prestabiliti, ad adattare materiali e lezioni, attingendo alla propria personalità, alle proprie abilità, alle proprie competenze e anche alla propria creatività.
È un lavoro mutevole, di quelli che ti tengono sveglio la notte, ma per chi lo fa, è sicuramente il più bel lavoro del mondo!

Il mio “pezzo del puzzle”

L’apprendimento di una lingua, dicevo, avviene un po’ “a puzzle”.
L’intento del mio lavoro è quello di contribuire al puzzle, di creare il mio “pezzo del puzzle”.
Così è nato il mio progetto “Italiano love”, dedicato a coloro che amano l’italiano.